Un festival, quello in scena fino al 21 giugno alla Basilica di Massenzio, tutto giocato sul dualismo di temi e tecniche differenti ma sempre in dialogo con le tensioni offerte dal postmoderno per confezionare “una formula nuova lontana dall’idea di autocelebrare noi curatori ed un modello fortunato, da cinque anni apprezzato dal grande pubblico”, ha dichiarato Maria Ida Gaeta, direttore artistico della Casa delle Letterature, sottolineando come “l’idea di arricchire il tradizionale format con incursioni di video-artisti di fama vuole essere un modo per reinventarsi offrendo sempre nuovi imput e suggestioni”.
Sono diciotto gli scrittori invitati, 14 stranieri e 4 italiani: presenteranno testi inediti avvicendandosi sul palcoscenico di Massenzio per dieci serate.