Confermata la tendenza che vede i giovani, rispetto alle precedenti primarie, quali elemento nuovo e trainante della mobilitazione elettorale americana. Un’affluenza di massa che potrebbe spostare gli equilibri politici futuri grazie al ruolo formidabile della rete: “A differenza della campagna politica tradizionale, la comunicazione nella rete si è allargata, moltiplicata: dal sito del candidato molti si sono spostati verso il ‘mare’ dei social network, raggiungendo la gente lì dov’è”, dice Antonio Sofi, esperto di giornalismo e di nuovi media all’Università di Firenze. Sul web i messaggi dei candidati passano soprattutto attraverso Youtube: poco prima del voto è stato rilasciato in rete “Yes we can”, un video musicale con Barack Obama protagonista che in pochissimo tempo ha ottenuto dieci milioni di visite.