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Lorenzo Renzulli (3 non letti)

  • Le nuove 7 meraviglie del mondo votate via web

    Pubblicato: maggio 26, 2007, 1:09pm CEST da admin
    Tagsweb arte  

    Sarà uno spettacolo di novanta minuti, ripreso da circa 160 canali televisivi di tutto il mondo, che potranno ritrasmetterlo in diretta o in differita, integralmente o sintetizzato. Si tratta della proclamazione delle nuove sette meraviglie del mondo, un’iniziativa lanciata da un dinamico ed eccentrico svizzero, Bernard Weber, e tra le quali figura in finale il Colosseo di Roma. Il progetto pur avendo anche fini commerciali intende diffondere nell’umanità la conoscenza di meravigliosi siti storici, artistici o turistici, oltre a dedicare parte degli introiti alla ricostruzione dei Buddha di Bamiyan, distrutti dai talebani in Afghanistan, hanno annunciato a Lisbona i responsabili del programma.

    La data prescelta è quella del 7/07/2007, un omaggio al magico numero sette, e il luogo dell’evento sarà lo stadio del Benfica, nella capitale portoghese. Lo spettacolo, organizzato dall’impresa locale Realizar, costerà 12 milioni di euro e offrirà una grande varietà di artisti, figuranti e soluzioni di alta tecnologia. Fra gli artisti che parteciperanno a questo spettacolo, figurano José Carreras, Alessandro Safina, Joaquin Cortes, Dulce Pontes e molti altri. Sono stati invitati capi di stato e primi ministri, ministri degli esteri e sindaci, più un gran numero di personalità della politica e dello spettacolo. Lo stadio, costruito per l’Euro 2004, ha una capacità di 65.000 spettatori, ma i biglietti in vendita, a prezzi compresi fra 55 e 140 euro,saranno solo 50.000. A votare liberamente sono i cittadini di tutto il mondo, e, anche se esistono alcuni sistemi differenti di portata marginale, il voto più diffuso è quello via Internet, e con l’indicazione obbligatoria di sette delle 21 meraviglie moderne finaliste. Finora sono stati convalidati quasi 50 milioni di voti. Parallelamente il Portogallo, che non è presente fra i 21 finalisti, ha lanciato un programma analogo per l’elezione delle sette meraviglie portoghesi. I 21 monumenti finalisti, scelti da un gruppo di sette esperti internazionali, sono l’Acropoli di Atene (Grecia), l’Alhambra di Granada (Spagna), i templi di Angkor Wat (Cambogia), le rovine maya di Chichen Itzà (Messico), la statua del Cristo Rendentore di Rio de Janeiro (Brasile), il Colosseo di Roma (Italia), le statue dell’isola di Pasqua (Cile), la torre Eiffel di Parigi (Francia), la Grande muraglia (Cina), Santa Sofia di Istanbul (Turchia), il tempio di Kiyomizu a Kyoto (Giappone), il Cremlino di Mosca (Russia), le rovine inca di Machu Picchu (Perù), il castello di Neuschwanstein in Baviera (Germania), le rovine di Petra (Giordania), le piramidi di Giza (Egitto), la Statua della libertà di New York (USA), il monumento preistorico di Stonehenge (Gran Bretagna), l’Opera di Sydney (Australia), il Taj Mahal di Agra (India), e il complesso urbano di Timbuktu (Mali). Le piramidi d’Egitto sono l’unica delle sette meraviglie del mondo antico a essere tuttora in piedi e a concorrere fra le nuove sette meraviglie moderne. Mentre altri paesi hanno accolto con grande favore la designazione di loro monumenti, per orgoglio e in vista di una favorevole pubblicità turistica, le autorità egiziane hanno mostrato grande freddezza di fronte all’idea di sottoporre le loro gloriose piramidi a una nuova competizione.

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  • tiseiconnesso.it - per educare i minori al web

    Pubblicato: maggio 21, 2007, 7:16pm CEST da admin

    “Un’azione di contrasto deve fondarsi su un’azione informativa”, ha detto il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni alla presentazione di www.tiseiconnesso.it, un nuovo sito creato dal ministero per educare i minori all’utilizzo consapevole della Rete.

    L’intento, ha spiegato Gentiloni, è quello di non demonizzare la tecnologia, ma di educare al suo utilizzo consapevole.

    Ogni pagina del sito, diviso in tre sezioni - una per i bambini, una per i genitori e una per gli insegnanti - affronterà una tematica legata alla Rete e agli strumenti che si utilizzano per accedervi, dai cellulari al computer.

    Un primo promettente passo per colpire chi si rende responsabile di reati sulla Rete e, soprattutto, informare e spiegare ai minori e ai loro genitori quali sono le possibili insidie del Web.

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  • 330 euro per un solo mp3

    Pubblicato: maggio 21, 2007, 12:54pm CEST da admin

    “Avete scaricato la nostra musica, dovete pagare 330 euro”, firmato Peppermint Jam Records.

    E’ più o meno di questo tono la lettera che stanno ricevendo in questi giorni migliaia di persone in Italia. E il Garante ha deciso di costituirsi in giudizio, per difendere la privacy delle persone coinvolte nella vicenda.

    “La Peppermint - spiegano all’Adiconsum - ha chiesto a una società svizzera di software, la Logistep Ag, di individuare attraverso un programma, usato anche dalla polizia polacca, gli indirizzi IP delle persone che scaricano la loro musica. Una volta ottenuti i dati, si sono rivolti al tribunale di Roma chiedendo di poter avere i nominativi corrispondenti dai provider italiani. Il tribunale in prima istanza ha negato il consenso, mandando una richiesta al Garante della privacy, che non ha dato risposta. In seconda istanza, sempre senza nessun riscontro dal Garante, il tribunale ha invece dato parere positivo.

    Il passo successivo è stato fatto da uno studio legale altoatesino Mahlknecht & Rottensteiner che, tramite raccomandata, invitano migliaia di persone a pagare 330 euro (a parziale risarcimento di “ipotetici” danni), con la promessa di non ripetere più l’illecito, per evitare che la Peppermint “provveda a sporgere denuncia/querela penale e a intraprendere le azioni civili…” che porterebbero ad una ben più salata sanzione di 10.000 euro.

    Il modo orwelliano con cui la casa discografica si è procurata gli indirizzi IP dei ‘colpevoli’ ha fatto rizzare le antenne al Garante della privacy, che ha deciso di costituirsi in giudizio per difendere i navigatori.

    Va poi detto, che anche pagando questi fantomatici 330 euro non si evitano eventuali ripercussioni penali, che che ne dica Peppermint Jam Records.

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