
Trama:
Una famiglia con problemi economici si trasferisce in una fattoria acquistata con i loro ultimi risparmi.
Ma a loro insaputa il luogo è stato teatro di un’efferata strage.
La vita per i primi mesi scorre tranquilla, Denise e Jess, madre e figlia si cercano tra litigi e incomprensioni.
Roy, il capofamiglia, affronta le quotidiane problematiche della vita agreste, mentre il piccolo Ben, vittima di un trauma che gli impedisce di parlare, ha nuovi e invisibili compagni di gioco.
Col passare del tempo inquietanti presenze si manifestano in un crescendo di visioni sempre più terrificanti.
Recensione:
L’horror orientale sta vivendo un momento estremamente prolifico dal punto di vista creativo e distributivo.
Oltre alle produzioni che affollano il circuito home-video, Hollywood sta saccheggiando tutti quei titoli che ormai, tra gli appassionati, sono considerati dei veri e propri cult.
The grudge, Pulse, The eye sono solo alcuni esempi di remake, più o meno riusciti, che cercano di trasformare ad uso e consumo di un pubblico il più possibile variegato, contenuti che alcune volte potrebbero apparire astrusi o culturalmente lontani.
Oltre ai soggetti, anche i registi vengono reclutati per realizzare titoli originali per le majors americane.
E’ questo il caso dei fratelli Pang e di questa Ghost-story dall’impianto classico.
Il tema della casa infestata è stata per decenni ed è tuttora terreno fertile per interi filoni.
Sam Raimi, qui produttore con la sua Ghost-house pictures, né sa qualcosa, basta ricordare la trilogia de “La casa” che lo ha reso famoso tra i cultori del cinema horror.
Ma più che a Raimi, i fratelli Pang, loro la trilogia The eye, si sono ispirati a due titoli, Poltergeist di Tobe Hooper e la serie Hamityville, che hanno generato per oltre un decennio numerosi sequel, remake e imitazioni.
Il plot e’ imbastito su situazioni e clichè tipiche del genere,ma presenta una certa freschezza ed originalita’ visiva tipica dei prodotti orientali.
Certo non si puo’ gridare al capolavoro, però The messengers scorre solido sui binari della suspence senza sbavature di sorta.
Dylan Mcdermott, Penelope Ann Miller e John Corbett, i veterani del cast recitano senza particolari guizzi,mentre un plauso alla giovane Kristen stewart nei panni della tormentata Jess e ai gemelli Turner che vestono i panni del piccolo Ben.
Da segnalare un cameo di William B. Davis, il famigerato “uomo che fuma”, qui nei panni di uno strano ed ambiguo avvocato.
Ultimi ma non tali, i “messaggeri” del titolo e lo stormo di minacciosi corvi, leggendari traghettatori di anime,nervosamente in attesa di adempiere al compito loro assegnato.
Pietro Ferraro
Voto: 6.5/10 





