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Cultura.it

  • Asta record per «Il bevitore d’assenzio» di Picasso

    Pubblicato: marzo 18, 2010, 1:00pm CET da info


    Nuova asta con una base da record per una tela di Picasso: Il bevitore d’assenzio.
    L’assenzio è un liquore verde che contiene l’erba amara chiamata assenzio maggiore, è reso gradevole al palato grazie alla diluizione in acqua ghiacciata e zucchero. L’assenzio ha potenti effetti ed è stato a lungo considerato una droga, rimane ancora oggi una sostanza vietata in paesi come gli USA.
    L’assenzio venne alla ribalta nel XIX secolo come una bevanda decantata nei caffè francesi, era la scelta preferita di artisti e poeti famosi come Hemingway, Van Gogh, Picasso, Toulouse-Lautrec e Oscar Wilde, che la bevevano per dimenticare le preoccupazioni e per trovarvi ispirazione. Era spesso usata anche come soggetto delle loro opere.
    La più celebre opera che propone questo soggetto è probabilmente quella di Edgar Degas.

    Ma anche Picasso ha messo su tela, in più occasioni questa bevanda ed i suoi consumatori.
    Il ritratto di Picasso del bevitore di assenzio «Angel Fernandezde Soto», sarà venduto ora all’asta da Christie’s a Londra.


    La base d’asta da record è di 35-50 milioni di euro. Il quadro, eseguito nel 1903 e considerato uno dei capolavori del «Periodo Blu», è stato per anni al centro di una controversia tra il compositore inglese Andrew Lloyd Webbere il banchiere ebreo tedesco Paul von Mendelssohn-Bartholdyche ne rivendicava la proprietà in quanto fu costretto a cedere il quadro ai nazisti negli anni Trenta.
    Bisognerà aspettare il 23 giugno, giorno dell’asta, per vedere chi si aggiudicherà questa importante opera e per che cifra.

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  • Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento

    Pubblicato: marzo 15, 2010, 12:46pm CET da info

    Fin dall’antichità i tessuti preziosi sono stati la componente ornamentale mobile prediletta di re e nobili di tutta Europa.
    Dalla metà del Trecento gli arazzi hanno rappresentato al meglio questa tradizione. Quei tessuti di dimensioni gigantesche, veri e propri affreschi mobili, facili da trasportare da una residenza all’altra, da appendere e staccare, non si limitavano alla funzione di difendere dal freddo ma dovevano anche costituire uno sfondo variopinto e conforme ai desideri dei committenti e ne manifestavano la ricchezza e il prestigio.
    Molti degli arazzi delle antiche collezioni era realizzata da artisti fiamminghi e proponeva scene campestri, ma ne esistevano anche altri con storie più complesse, come, ad esempio vicende di eroi biblici, come Davide, Saul o Mosè, o di personaggi cristiani dagli Atti degli apostoli, oppure per un uomo d’armi storie profane, come quelle di Enea, di Alessandro o le Fatiche di Ercole .
    La mostra Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Da Mantegna a Raffaello e Giulio Romano, curata da Guy Delmarcel in collaborazione con Nello Forti Grazzini, Stefano L’Occaso e Lucia Meoni, presenta fino al 27 giugno, una selezione degli arazzi più belli appartenuti ai Gonzaga e realizzati durante il Rinascimento.
    I signori di Mantova acquistarono arazzi fin dal Quattrocento, seguendo l’esempio delle altre grandi famiglie italiane, come gli Estensi a Ferrara o i Farnese a Parma, ma fu soprattutto nel Cinquecento che gli acquisti di arazzi conobbero un forte incremento per via dell’interesse nutrito verso questa particolare forma d’arte dai tre figli di Francesco II Gonzaga, quarto marchese di Mantova, e di Isabella d’Este.
    La raccolta di arazzi giunta fino a noi non è che una piccola parte dei tesori dei tre figli di Isabella d’Este: un arazzo che fu del duca Federico II, ventuno di Ercole e trenta di Ferrante, per un totale di cinquantadue opere.

    Una buona parte è oggi esposta in mostra a Palazzo Te, insieme ad alcuni lavori dell’inizio e della fine del Cinquecento. Lo studio sistematico dell’arazzeria gonzaghesca è cominciato nel 1977 e nella mostra viene illustrato in un percorso espositivo allestito a Palazzo Te, che si completa con la sezione al Museo Diocesano Francesco Gonzaga, dove è collocato permanentemente un corpus di sei arazzi di soggetto religioso commissionati dal vescovo Francesco Gonzaga. Una serie di quattro panni raffigura scene della vita di Cristo tratte dal Nuovo Testamento e dagli Atti degli Apostoli: La Trasfigurazione, L’Incredulità di san Tommaso, L’Ascensione di Cristo, La Pentecoste. Recenti scoperte hanno permesso di assegnare la loro invenzione a Henri Lerambert, pittore di corte di Enrico IV proprio negli anni in cui il vescovo Francesco risiede a Parigi in qualità di nunzio apostolico.
    I disegni preparatori degli arazzi, presenti in mostra sono un prestito della Biblioteca Nazionale di Parigi; realizzati per un parato oggi perduto e originariamente destinato alla chiesa di Saint-Merry.

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  • Giornata Internazionale della Donna

    Pubblicato: marzo 8, 2010, 7:02pm CET da info

    La Giornata Internazionale della Donna festeggia oggi i suoi primi 100 anni di vita, e lo fa tra critiche e apprezzamenti. L’evento divide tra chi coglie l’occasione per divertirsi e svagarsi in compagnia delle amiche e chi non ne vuole nemmeno sentir parlare.
    Lo scenario cittadino rimanda a quello degli anni passati: mimose per omaggiar il gentil sesso e feste nei locali, con cene e spettacoli per sole donne. Saranno soprattutto le più giovani a fare le ore piccole nei locali, anche se il Grande Fratello, che stasera chiuderà i battenti con la finalissima, darà filo da torcere agli eventi nelle discoteche e nei pub.

    La giornata dell’8 marzo, però, offre tutta un’altra serie di manifestazioni che prescindono dal puro svago serale e che, invece, mirano a stimolare la riflessione e l’interesse nel sociale e nella cultura.
    L’8 marzo invita alla riflessione sui cambiamenti della società in merito ad ogni tema che riguarda le donne, il loro ruolo, la loro posizione in famiglia ma anche sul posto di lavoro, attraverso tutti i mezzi che possono fornire testimonianza di quanto avviene nel nostro paese.
    Dopo l’iniziativa del Ministero dei Beni Culturali, che ieri e sabato ha aperto gratuitamente alle donne musei e aree archeologiche in tutta Italia, e dopo il corso di “Guida sicura in rosa” che si è tenuto ieri a Vallelunga organizzato dal Centro Guida Sicura Aci-Sara, oggi si moltiplicano le iniziative per festeggiare l’8 marzo. Si può cominciare già da questa mattina insieme alle tante donne di altri paesi del mondo che abitano nella capitale. A loro la Provincia di Roma dedica “Colore. Il contributo delle donne al dialogo”: a Palazzo Valentini alle 10,30 un mix di musica soul liberiana e senegalese con voci e percussioni di PepeSoul e, a seguire, un variopinto affresco musicale di Alexian ta le Chavé. Previsto anche un intervento poetico di Massimo Wertmuller e, alle 12, inaugurazione della mostra di pittura di Caterina Cucchi “Colore”.
    Anche alla Casa della Memoria e della Storia a Trastevere si comincia presto. Dalle 9,30 alle 16,30 infatti in programma “Lo Chopin partiva: storie di donne”, lettura aperta al pubblico di 26 racconti di vita femminile, tra vicende personali e storia recente. Da “Lisa Foa e la Resistenza” a “Anna Segre e la persecuzione antisemita” fino a “Olga e la vita da casalinga”, le letture saranno visibili anche sugli schermi delle Biblioteche Rodari e Rugantino e diffuse in diretta web (l’invito alla diretta può essere richiesto a: casadellamemoria@bibliotechediroma.it).
    Il Museo capitolino di Arte Contemporanea Macro festeggia la donna con un omaggio all’artista iraniana Shirin Neshat. L’incontro con la regista e fotografa, famosa per i suoi ritratti di corpi di donne interamente coperti di scritte in calligrafia persiana, sarà nella Sala Conferenze del Macro alle 18,30 mentre alle 21, al cinema Mignon di via Viterbo 11, si potrà assistere all’anteprima del film Donne senza uomini, esordio cinematografico della Neshat (prenotazione obbligatoria online: stampa.macroomune.roma.it ).
    Donne sotto le stelle al Planetario dove oggi e domani alle 21, la piece teatrale Uranatmi di Giangiacomo Gandolfi è dedicata all’astronoma umbra dell’800 Caterina Scarpellini. Nella Roma papalina scossa dai moti risorgimentali le due interpreti Patrizia Ciabatta e Liliana Massari, dedicheranno uno sguardo al femminile tra scienza, fede e politica.
    A Milano ci sono le mostre ad ingresso ridotto a Palazzo Reale: “Schiele e il suo tempo”, “Gillo Dorfles – Avanguardia tradita” e “Giappone – Potere e Splendore 1568 – 1868″. A Palazzo della Ragione: per la mostra fotografica “Steve McCurry 1980 – 2009 Sud-Est”.
    Alla Rotonda della Besana: “Il Grande Gioco Forme d’arte in Italia 1947 – 1989”. Al Castello Sforzesco è previsto l’ingresso-omaggio per la “Monaca di Monza” eccezionalmente aperta di lunedì proprio per la festa dell’8 marzo, dalle ore 9.00 alle 17.30.
    Infine, in linea con gli obiettivi dell’Unesco, l’Amministrazione milanese, in coordinamento con l’Asl ‘Città di Milano’, ha deciso di celebrare la “Giornata internazionale della donna” del 2010 avviando per il proprio personale, a partire da quello femminile, un percorso di promozione della salute. Alle dipendenti verrà consegnata una pubblicazione, organizzata in 10 schede, con alcune importanti “pillole” di educazione sanitaria.

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  • Sanremo 2010 secondo iTunes

    Pubblicato: febbraio 22, 2010, 11:50pm CET da info

    A due giorni dalla discesa dal palco dell’Ariston, la classifica dei singoli più venduti su iTunes ha completamente ribaltato, come spesso accade, la classifica di Sanremo. In vetta troviamo Noemi con Per tutta la vita, a seguire Malika Ayane con Ricominicio da qui, al terzo posto c’è Marco Mengoni con Credimi Ancora, al quarto Povia con La Verità; al quinto Arisa con la sua Malamorenò; al sesto Irene Grandi con La cometa di Halley; al settimo il vincitore Valerio Scanu Per tutte le volte che; all’ottavo Irene Fornaciari e i Nomadi con Il mondo piange e al nono posto Simone Cristicchi Meno Male.
    Del trio e delle polemiche non c’è traccia.

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  • Arriva il baratto culturale

    Pubblicato: febbraio 22, 2010, 11:05pm CET da info

    Domani 23 febbraio a Milano in Piazza Duomo dalle ore 14:30 arriva il primo baratto culturale d’Italia.
    Intanto cresce il fermento sul web e tra gli istituti delle scuole superiori per il “Flash-Swapping” l’iniziativa organizzata da Telecom Italia a sostegno di ‘Io studio con TIM’. La pagina su Facebook di Io Studio con TIM registra iscrizioni in continua crescita di ragazzi sempre più interessati all’evento e oltre 400 istituti di scuole superiori del nord Italia (Lombardia, Veneto e Piemonte) sono stati contattati per partecipare all’iniziativa.
    Il “Flash-Swapping” è un innovativo scambio all’insegna della cultura, avrà inizio al suono di una tromba da stadio che segnalerà ai partecipanti l’avvio del “baratto in piazza” e da quel momento si potrà dichiarare a gran voce la propria merce di scambio: libri, cd, dvd, biglietti per concerti o spettacoli teatrali, ecc… da barattare con gli altri partecipanti.

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  • Palestrina Princeps musicae

    Pubblicato: novembre 13, 2009, 5:37pm CET da info


    Prima proiezione del film musicale “Palestrina Princeps musicae” di Georg Brintrup.
    Domenica 15 novembre alle ore 17.00, presso il Museo Internazionale e Biblioteca della Musica (Sala eventi), sarà proiettato in Prima bolognese il film musicale di Georg Brintrup (2009) “Palestrina princeps musicae”, prodotto per la Televisione tedesca ZDF e il canale “Arte”.
    La manifestazione è realizzata nell’ambito della IX edizione del festival di musica e spiritualità “Venite Pastores”.
    La colonna sonora, più di quaranta minuti di musica sacra e profana del grande polifonista del Rinascimento è affidata all’intensa interpretazione di Flavio Colusso con l’Ensemble Seicentonovecento e la Cappella Musicale di San Giacomo. Nel cast degli attori da segnalare almeno Giorgio Colangeli, Domenico Galasso, Franco Nero, Remo Remotti, Renato Scarpa.
    Alla proiezione seguirà una conversazione con Georg Brintrup, autore e regista del film, Flavio Colusso e il musicologo Johann Herczog consulente scientifico della produzione.

    Nel film il protagonista non appare sempre “in persona”, ma si incontrano i suoi amici e i suoi nemici che rivelano i diversi aspetti dell’uomo e dell’artista. Biografia, tecnica della composizione, logica sottesa alle azioni e alle scelte sono presentati attraverso la luce riflessa dei suoi contemporanei che pronunciano commenti o semplicemente ricordano fatti salienti: membri del clero romano, principi, musicisti, alcuni dei suoi ex-allievi, i suoi familiari, e infine un moderno maestro di cappella nella Roma di oggi, che il regista ha scelto di riprendere sul campo, mentre è al lavoro con i suoi cantori. Interventi preziosi al fine di contestualizzare l’artista e la sua opera in un ambiente di grandi contraddizioni e tensioni ideali, artistiche, sociali, religiose.
    Un gruppo di voci maschili esegue i brani sia in dodici, sia a “parti reali” a sei, cinque o quattro voci; i solisti non vengono ripresi in maniera fissa in mezzo allo spazio delle chiese e degli altri luoghi, ma sono “attori”, nucleo/centro e nello stesso tempo elemento unificante del film: un corpo risonante che poi può anche essere “sezionato”, perché ogni voce è indipendente dalle altre e può essere a sé. Il gruppo “commenta” acusticamente la biografia di questo grande maestro, presentando sia alcune delle opere più famose, ma anche composizioni meno conosciute.

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  • Lo Schiaccianoci dei Broche

    Pubblicato: novembre 13, 2009, 5:29pm CET da info

    Sabato 14 novembre alle ore 21.30 allo Straligut Teatro di Siena andrà in scena Lo Schiaccianoci dei Broche, progetto della compagnia bolognese Fratelli Broche vincitore, assieme ad un altro lavoro, di In-Box 2009, concorso nato con l’obiettivo di aiutare la circuitazione degli spettacoli di artisti e compagnie indipendenti.

    Lo Schiaccianoci dei Broche è un lavoro teatrale nato dallo studio del racconto di Hoffman: “Lo schiaccianoci e il re dei topi“, che si è contaminato nel work-in-progress di altre letture: “Il signore delle mosche” di Golding e la biografia de “El petiso orejudo” bambino killer dell’Argentina di primo ‘900.
    I Broche in questo spettacolo usano la metafora come medium espressivo. In scena viene rappresentato l’archetipo della Grande Madre come entità generatrice di vita e al contempo devastatrice. Il prodotto partorito dalla Grande Madre, che in questa performance viene analizzato, è l’infanzia. Nella sua peculiarità di innocenza l’infanzia racchiude in egual misura una dose di cattiveria e una dose di bontà che insieme costituiscono l’istinto.
    Nella metafora rappresentata i personaggi in scena costituiscono ognuno una parte della Grande Madre: le due attrici danno il corpo e la voce della stessa donna, in alcuni momenti arcaica, in alcuni momenti contemporanea, ma già decadente. I due figli in scena sono la coscienza di lei: il si e il no delle scelte. Poi c’è un uomo irreale, forse un’ossessione che appare in video.
    Nello spettacolo viene raccontato un vissuto femminile in cui la morale e le convenzioni sociali combattono con la bestialità intrinseca umana. La donna partorirà un’esistenza, istintivamente pregna di bontà e cattiveria, che la vita poi condizionata dalla morale e dall’ordine costituito la costringerà a distruggere. La madre genera una prole buona o cattiva nella stessa misura. La madre poi mediante l’educazione, castra l’esistenza della parte ritenuta bestiale (anche se naturale), per civilizzare l’uomo e dargli una vita con una morale.
    Nella trasposizione scenica il femminile viene ricomposto delle sue parti sino ad un atto di purificazione finale in cui il peccato viene ucciso, confermando la violenza tacita della morale. La donna ne uscirà integra, ne’ vincitrice ne’ vinta nei confronti dell’inestirpabile istinto umano.

    Lo Schiaccianoci dei Broche
    Straligut Teatro - Sala Lia Lapina, via Aretina 32 Siena
    14 novembre – ore 21.30

    In Box 2009 - Concorso promosso da Straligut Teatro (Siena)
    In-Box è il bando di selezione per spettacoli che nasce con l’obiettivo di aiutare la circuitazione degli spettacoli di artisti e compagnie indipendenti.
    La prima edizione ha contato oltre 100 partecipanti.
    I due spettacoli vincitori Lo schiaccianoci dei Broche e Here you are sono stati inseriti all’interno della programmazione 2009. Il progetto In-Box, però, vuole crescere e già a partire dal prossimo anno coinvolgerà altri spazi della Toscana, offrendo alle compagnie vincitrici una circuitazione più ampia ed una maggiore visibilità.

    www.straligut.it
    teatrinscatola.wordpress.com
    www.fratelliBroche.net

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  • Ultimo saluto ad Alda Merini

    Pubblicato: novembre 4, 2009, 10:34pm CET da info

    La poetessa sarà sepolta nel cimitero Monumentale di Milano, come proposto dal Comune della sua città e accettato dalla famiglia. Presenti al funerale i ministri Bossi e Gelmini.
    Fiori gialli sulla bara mentre su uno schermo in piazza scorrono le sue poesie.

    Alda Merini

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Blog Libri

  • Arriva Google Music

    Pubblicato: ottobre 26, 2009, 7:51pm CET da admin

    Google MusicAppleInsider ha riportato una notizia diffusa anche da TechCrunch: secondo alcune voci ricevute da fonti non riportate, pare prossimo l’esordio del servizio di Google, con il quale il celebre motore proverà a competere e a contrastare l’egemonia di iTunes della Apple.

    Il nuovo servizio, che probabilmente si chiamerà Google Audio (o Google Music), permetterà agli utenti di scaricare musica.

    Tesi confermata da fonti anonime, che hanno avvalorato l’ipotesi, affermando i contatti già attivi da alcune settimane tra le case discografiche più importanti e Google.

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Cultura.it

  • Il fulmine rivelatore

    Pubblicato: ottobre 23, 2009, 1:57am CEST da info

    Sventato il pericolo di crollo ed anche la chiusura al culto della Cattedrale di Parma, colpita, nella notte, da un fulmine. E’ emerso da una riunione svoltasi in Comune, alla quale hanno partecipato il sindaco Pietro Vignali, il vescovo Enrico Solmi e il soprintendente ai beni artistici Luciano Serchia, oltre ai tecnici della protezione civile e dei Vigili del Fuoco.
    guglia del campanile della Cattedrale di ParmaIl fulmine ha colpito l’Angiol d’or (una copia collocata ai primi del ‘900; l’originale, del 1200, si trova al Museo diocesano) sul campanile del Duomo di Parma (eretto tra il 1284 e il 1291 dopo la demolizione della precedente torre campanaria; l’ attuale campanile misura poco meno di 65 metri), con un boato che si è avvertito in buona parte della città. La saetta si è scaricata sulla croce tenuta in mano dall’Angelo e si è originato così un principio d’incendio, circoscritto dai vigili del fuoco intervenuti con diverse squadre e con l’ausilio di autoscale.
    Il fulmine si è scaricato alle 2:29, bloccando su quell’orario l’orologio della cattedrale (come avvenne già a causa di una scossa di terremoto nell’estate 1971).
    Il fulmine e l’incendio che la scorsa notte hanno devastato la guglia del campanile della Cattedrale di Parma potrebbero rivelarsi un contributo fondamentale per una importante scoperta artistica per la storia del Duomo stesso e, in particolare, per il ritorno al suo aspetto originale. Le fiamme che si sono propagate dopo che il fulmine ha colpito e distrutto la croce sostenuta sulla sommità del campanile dall’Angiol D’Oro ha infatti scoperchiato la guglia dal suo rivestimento in rame, applicato alla struttura nel XIX secolo, mostrando l’originaria e sino ad oggi sconosciuta copertura in cotto.

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