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Cultura.it (3 non letti)

  • L’ arte contemporanea e le sue mille forme

    Pubblicato: luglio 23, 2008, 1:17pm CEST da info

    DuchampStabilire il confine tra ciò che è o non è arte è una questione che ha tormentato molti, dagli storici dell’arte, ai critici, ad un qualunque amatore. A partire dall’arte concettuale di Duchamp e dal valore aggiunto dell’artista che diventa arte stessa, si arriva fino ad oggetti e procedimenti come la body art e il tatuaggio. Sulla via che separa la Vergine delle Rocce dalla copertina del Sgt. Pepper’s si sono perse tante cose, ma altre se ne sono guadagnate, a seconda dei punti di vista. E se oggi è quasi universale riconoscere l’arte in un modello haute-couture di Oscar de la Renta, non è altrettanto universale riconoscerla in una hit commerciale che diventerà il tormentone dell’estate. Forse il concetto cardine oggi è proprio questo: non vale più che la musica, la pittura, la scultura o la danza siano arti di per sè, ma solo certi tipi e certi generi lo sono. Quando si va al balletto a teatro, quasi sempre si prova il senso di bellezza e di meraviglia tipico del trovarsi al cospetto dell’arte; di certo non si prova la stessa cosa di fronte allo stacchetto della velina. Eppure entrambe le professoniste sono dette ballerine, ed entrambi i procedimenti sono una danza. Wikipedia definisce l’arte in modo abbastanza esaustivo: “L’arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall’esperienza, porta a forme creative di espressione estetica.“ma è sicuramente più “artistica” la deifinizione che ne da Alexandre Dumas: “L’arte ha bisogno o di solitudine, o di miseria, o di passione. È un fiore di roccia che richiede il vento aspro e il terreno rude.“. Poi ci sono le contaminazioni: non c’è niente di più meraviglioso di due elevate forme artistiche che si intersecano dando vigore l’una all’altra.

    Il libro Artmix. Flussi tra arte, architettura, cinema, design, moda, musica e televisione di Germano Celant (in vendita sul sito Feltrinelli a 22 euro http://www.lafeltrinelli.it/products/9788807104312.html) prende in esame le più diverse forme espressive dell’arte contemporanea: discipline come il bodydesign, la moda, la danza, il video, il disco, il tatuaggio. All’interno del libro l’arte viene vista come una contaminazione tra i diversi linguaggi, tecniche e materie. Il museo viene analizzato nella sua concezione più moderna: non più statica cornice funzionale alla presentazione delle opere e all’ammirazione passiva dei visitatori, ma luogo interattivo e di spettacolo, dove in alcuni casi l’opera d’arte è costituita da una performance. Anche l’architettura nel mondo contemporaneo ha cambiato volto, complici, tra l’altro, le nuove tecnologie virtuali. Artmix si presenta quindi come un testo ad uso e consumo di tutti coloro che sanno o vogliono apprezzare l’arte del nostro tempo, la cultura in cui viviamo e che per questo motivo vale la pena di conoscere.

    Laura Losi

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  • Beatles: nuova mostra e esordio di Pete Best

    Pubblicato: luglio 19, 2008, 12:50pm CEST da info

    Il ‘68, anno mitico sotto diversi punti di vista, viene celebrato nel suo quarantesimo anniversario con la mostra Beatles ‘68, che individua nei Fab Four il punto di riferimento ideale per raccontare questo periodo straordinario.

    beatles-abbeyroad.jpgLo spaccato sui Beatles nel ‘68 individua quattro aspetti fondamentali del loro percorso artistico in quell’anno: il rapporto con l’India attraverso il viaggio e l’incontro con Maharishi Mahesh Yogi; il lancio della casa discografica Apple corrispondente al nascere dei primi progetti individuali; il White Album; lo stringersi del rapporto col cinema iniziato alla fine del ‘67 con Magical Mystery Tour.

    In mostra sono esposte immagini, spartiti, copertine di dischi, riviste, libri, locandine, rarità autografate e reperti audio video poco conosciuti o inediti. I pezzi sono quattromila e sono forniti da Umberto Buttafava, massimo collezionista italiano dei Beatles. Il focus è sulla globalità dell’universo Beatles, inteso non solo dal punto di vista della carriera musicale ma anche nella sua dimensione artistica e sociale.

    Beatles ‘68 sarà curata da Umberto Buttafava e dal critico musicale Enzo Gentile, i quali si sono occupati anche della mostra Arrivano i Beatles, tenutasi ad Aosta nei mesi scorsi. L’allestimento è invece curato da Nicola Marras. La mostra avrà luogo allo Spazio Oberdan di Milano fino al 14 settembre 2008.

    Se la mostra Beatles ‘68 rende omaggio ad un anno che ha visto i Fab Four restare saldamente ancorati sulle vette più alto della celebrità dove già stanziavano da tempo, una notizia degli ultimi giorni riporta alla ribalta un personaggio che avrebbe potuto essere della partita, ma che invece è finito nell’ombra.

    Pete Best è stato definito da molti uno dei musicisti più sfortunati di tuttti i tempi; fu il primissimo batterista dei Beatles, licenziato appena prima dell’uscita di Love me do, singolo di debutto dei Fab Four.

    Pare che la sostituzione di Pete Best con Ringo Starr fosse dovuta ad incompatibilità caratteriali, anche se la scusa ufficiale utilizzata dal gruppo e dal manager fu l’insufficiente abilità tecnica.

    All’epoca i fan non furono molto contenti del “cambio”: in particolare il pubblico femminile non apprezzò la sostituzione dell’affascinante Pete con il decisamente meno attraente Ringo.

    Oggi Pete Best, conosciuto come “il quinto Beatles”, dopo aver probabilmente passato gli ultimi decenni a mangiarsi le mani, torna agli onori della cronaca alla tenera età di 67 anni con un album di esordio, Hayman’s Green, che uscirà il 16 di settembre. Per chi volesse sapere che fine aveva fatto, la sua storia è pubblicata sul suo sito ufficiale (www.petebest.com).

    Varie informazioni sui Beatles si possono invece trovare su questo sito (www.pepperland.it).

    Laura Losi
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  • Manti Reali a Corte

    Pubblicato: luglio 3, 2008, 8:42pm CEST da info

    Manti Reali a Corte. Dal corredo della Regina Maria Josè di Savoia: mostra a Venaria Reale.

    Dal 1 luglio al 3 novembre 2008 presso la Galleria Grande della Reggia di Venaria Reale si terrà la mostra Manti Reali a Corte. Dal corredo della Regina Maria Josè di Savoia. La mostra è promossa dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, dalla Regione Piemonte e dalla Fondazione Umberto II e Maria José di Savoia che ha messo a disposizione i capi in esposizione.

    Saranno esposti al pubblico alcuni dei sontuosi indumenti appartenenti alla Regina, abiti che l’hanno accompagnata nella sua ricca e variegata vita sociale; parliamo dei manti reali, appunto, ma anche abiti da corte e da gran sera, alcuni dei quali sono diventati celebri a seguito delle importanti occasioni in cui sono stati indossati.

    Tutti questi capi, al di là della loro ricchezza e bellezza, sono preziose testimonianze per la storia della moda e nello specifico rivelano lo stile dell’altissima aristocrazia degli anni Trenta sia nella linea, sia nelle fantasie, sia nella scelta dei tessuti.

    Tra i manti più celebri vi è il manto in avorio rosato della sartoria Buonanno di Napoli, indossato dalla principessa del Piemonte per il battesimo della primogenita Maria Pia, per il battesimo del principe Vittorio Emanuele e per la proclamazione di Papa Pio XII in Vaticano. Tra gli abiti più belli e famosi vi è quello indossato in occasione dell’ostensione della Sacra Sindone nel 1931, uno splendido vestito di raso di seta nero. In mostra anche il velo da sposa della principessa, confezionato dalle ricamatrici di Bruges.

    Maria Josè di Sassonia Coburgo Gotha, terzogenita di Alberto I Re dei Belgi e della Principessa Reale di Baviera Elisabetta di Wittelsbach, fu la terza Regina d’Italia come moglie di Umberto Principe del Piemonte. I due si sposarono l’8 gennaio del 1930 nella cappella Paolina del Quirinale. Dal matrimonio nasceranno Maria Pia (1934), Vittorio Emanuele (1937), Maria Gabriella (1940) e Maria Beatrice (1943).

    La principessa fu sempre molto impegnata intellettualmente: il suo salotto letterario del Quirinale era frequentato da Monteverdi, Casella Accademico d’Italia, Benedetto Michelangeli, Tito Aprea, Benedetto Croce, Gabriele d’Annunzio, Arturo Toscanini, Elio Vittorini e tanti altri intellettuali e pensatori dell’epoca. Insofferente alle chiusure del regime fascista, durante la guerra compì numerosi viaggi per la Croce Rossa sui diversi fronti di guerra in Africa. Dopo esser stata costretta a lasciare Roma negli ultimi anni della guerra, fece ritorno in Italia nel 1946 e fu incoronata Regina d’Italia dopo l’abdicazione di Vittorio Emanuele III. Morì a Ginevra il 27 gennaio del 2001.

    Oggi la donna e la regina rivivono in questi abiti meravigliosi, in rappresentanza di un’epoca che ancora di può definire “memoria” anzichè storia.

    Per informazioni e prenotazioni della mostra Manti Reali a Corte. Dal corredo della Regina Maria Josè di Savoia:
    tel. +39 011 4992333

    Laura Losi

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