Archivio della Categoria 'Anime ’70 – ’80'

Blue Noah – Mare spaziale

venerdì 23 luglio 2010

Ieri sera sono stato ad un concerto de “La mente di Tetsuya“, una band davvero mitica! Fate un salto sul loro sito: http://www.lamenteditetsuya.com/
Ad ogni modo, tra i tanti pezzi che hanno proposto in una riuscitissima “operazione nostalgia” c’è stata la sigla di Blue Noah.
Conoscevo già questa sigla, ma risentendola live ne ho particolarmente apprezzato la musica e il testo e ho riflettuto sul fatto che da bambino non ho mai seguito questa serie che, molto probabilmente mi sarebbe piaciuta.
La storia non è particolarmente originale, è lo stesso copione di molte produzioni di quegli anni (’70/’80), arrivano gli alieni e i nostri eroi devono salvare la terra. Ma i toni sono davvero epici e non mancano elementi caratterizzati da una certa originalità
Per la trama di questa storica serie vi rimando a Wikipedia, mentre la sigla ve la riporto sotto.
http://it.wikipedia.org/wiki/Blue_Noah_-_Mare_spaziale

Buona visione e buon ascolto.

Le divise scolastiche nipponiche

domenica 6 settembre 2009

Le divise scolastiche giapponesi (seifuku) sono state introdotte in Giappone alla fine del 19esimo secolo e sono oggi adottate quasi universalmente nelle scuole pubbliche e private.

Da Sailor Moon a Go Go Yubari di Kill Bill, l’uniforme scolastica femminile giapponese è un abbigliamento iconico e ricco di valenze culturali e sociali.

Tra le studentesse giapponesi è frequente la personalizzazione della divisa, che apre uno spiraglio di individualismo che squarcia l’omologazione insita nel concetto stesso di uniforme…

Fonte: Cordelia.it

1978-2008 anime

venerdì 15 febbraio 2008

Il 2008 è il 30esimo anniversario degli anime in Italia.
Era infatti il 1978, quando in Italia arrivarono su RAI2, Heidi, Ufo Robot, Mazinga, e gli altri eroi che presto conquistarono i cuori e le menti dei bambini nati a cavallo tra gli anni settanta e ottanta. Sembrò, per un attimo che i figli dell’epoca della modernità avessero trovato un orizzonte comune, un immaginario condiviso.
Per i bambini di quegli anni è verosimile che l’amico immaginario, quello che aiuta a diventare grandi, soprattutto se, come molti di quella generazione, si è figli unici affidati per molte ore alla Baby-TV-sitter, avesse arti staccabili e un cuore d’acciaio.